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Pajero 3.2 attraverso le terre di Islanda |
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I nostri clienti e amici Federica e Fabrizio, ci raccontano il loro fantastico viaggio di nozze, trascorso a bordo del Pajero 3.2 attraverso le terre di Islanda. Ringraziamo i nostri “eroi” per il racconto e le belle foto inviateci. | Partenza il 1° Agosto ore 5.30 a.m., il Pajero parte da Castronno e attraversa Svizzera, Germania e Danimarca per arrivare ad Hanstholm, nella Danimarca del Nord, il giorno 4 Agosto. Ci imbarchiamo sulla nuovissima ed accogliente motonave Norrona dove facciamo le prime conoscenze con i nostri compagni d’avventura, siamo ben 15 macchine, solo noi con Mitsubishi! Sbarchiamo il mattino del 6 Agosto alle Isole Faroer, che abbiamo girato in lungo e in largo, anche con una bellissima escursione a bordo di un motoscafo e una passeggiata lungo un fiordo che purtroppo ci ha portati a scoprire la carcassa di un narvalo che è venuto a morire sulla spiaggia. | Dopo questi 2 giorni di sosta forzata alle Faroer, partiamo per l’ultima tappa in navigazione che ci porta finalmente a toccare la tanto desiderata Islanda; è il 9 Agosto. Arrivati presso il porto islandese di Seydisfjordur approfittiamo del vicino villaggio di Egilsstadir per fare il pieno di viveri e carburante…..l’avventura inizia subito! Ci dirigiamo, infatti, verso l’interno dell’isola, in direzione ovest dove scenari lunari ci accolgono subito per un degno benvenuto nell’isola del ghiaccio e del fuoco. |  | Montiamo il campo presso il rifugio di Kverfjoll, ad un paio di km da una favolosa grotta di ghiaccio scavata dalle calde acque del fiume che sgorga al suo interno. Una divertentissima pista lavica ci porta poi ai piedi del vulcano Askja, una delle più famose attrazioni islandesi, dove ci attende una lunga escursione a piedi nella sua enorme bocca vulcanica, attraversata la quale ci aspettano due laghi, uno più piccolo di acqua solforosa, all’interno di un piccolo (!) cratere, e uno più grande, splendido, sembra un lago di montagna… Riprendendo la direzione nord, percorriamo altri km di veloce pista sabbiosa ed arriviamo al lago Myvatn, un'area ricca di singolari fenomeni geologici, pozze di fango bollente. Il tempo è pessimo e i cuori cominciano a scoraggiarsi, ma un paio d’ore a mollo nell’acqua calda hanno ritemprato gli spiriti! Partiamo la mattina seguente in direzione di Husavik per effettuare un singolare safari fotografico, a bordo di antiche baleniere, alla ricerca dei cetacei che transitano nello stesso fiordo del piccolo villaggio. Purtroppo il tempo non ci aiuta, il mare è agitatissimo e piove, sono 3 ore molto dure, sicuramente le più dure di tutto il viaggio, c’è molta gente che soffre il mal di mare e dopo aver visto un gruppo di delfini e purtroppo solo gli sbuffi di una balena in lontananza, il comandante decide di rientrare (sarebbe stato più opportuno se non ci avesse portati in mare con un tempo del genere). Durante la via del ritorno non ci lasciamo sfuggire la visita a Dettifoss, la cascata con la maggior portata d’acqua d’Europa che sfocia in un canyon veramente spettacolare, è uno scenario da “Signore degli Anelli”. | Visitiamo le molteplici bellezze naturali del lago Myvatn, fra le quali la zona di fanghi bollenti di Reykjahlid, la salita sul cono vulcanico Hverfell, la grotta di acqua bollente Grjotaja e la visita alla vasta piana di lava di Leirhnjukur….quest'ultimo un vero e proprio viaggio nel girone dell’inferno dantesco! In serata raggiungiamo la seconda città islandese: Akureyri. |  | Finalmente il tempo migliora e il giorno dopo visitiamo la cittadina e il suo centro storico. Riprendiamo la marcia in direzione ovest per poi addentrarci di nuovo nel cuore dell’isola per raggiungere Hveravellir, qui campeggiamo sulle rive di un fiume tiepido, è davvero fantastico, persino il terreno su cui piantiamo la tenda è caldo! Ma il piatto forte è una stupenda piccola pozza naturale formatasi nel letto del fiumiciattolo........rilassarsi nelle sue acque caldissime (80° l’acqua e 7° la temperatura esterna!!!!!!!), rimirando i ghiacciai circostanti, è un’emozione irripetibile nella vita. Il mattino dopo si riprende il cammino su una vecchia pista interna, usata solamente dai cacciatori islandesi da maggio a settembre. Una natura forte ed incontaminata ci accoglie fra le sue braccia, guidiamo su piste interne all’isola, attraverso valli lunari e decine di guadi, per arrivare nel pomeriggio al campeggio della splendida zona di Landmannalaugar dove un altro fiume d’acqua calda trasparentissima ci aspetta per trascorrere a mollo le ultime ore del pomeriggio, per un meritato bagno-relax. Landmannalaugar è un’antichissima valle che racchiude moltissimi percorsi trekking, alcuni dei quali catalogati fra i primi cinque più belli al mondo. Per questo motivo trascorriamo la mattinata ad esplorare gole dove sono racchiusi enormi soffioni di vapore caldo, camminando fra lava solidificata e nerissimi blocchi di ossidiana. Certe bellezze naturali non si possono esprimere a parole…possono essere comprese solamente se vissute in prima persona. Nel pomeriggio, dopo un paio d’ore di guida off-road veramente entusiasmante, attraversando un vero e proprio luna park naturale, ci dirigiamo alla volta di una grotta di ghiaccio sul pendio del mini ghiacciaio dell’Hrafntinnusker, formatasi da alcuni soffioni caldi situati al suo interno, ma purtroppo quando arriviamo, la grotta non c’è più, è crollata. | Dopo aver lasciato questa spettacolare zona, enormi vallate verdi con infiniti fiumi ci accompagnano per tutto il cammino, scendendo e salendo sopra dolci colline disseminate qua e là come per uno scherzo divino. Si attraversa un vero e proprio piccolo angolo di paradiso in terra, prima di imboccare la lunga vallata Sydra Fiallaback di nera sabbia lavica, contornata da verdissimi coni vulcanici e dalle propaggini nord del ghiacciaio Myrdallsjokull. |  | Dopo questa giornata di viaggio, ci aspettano altre forti emozioni, bellezze naturali che abbiamo sempre visto nei documentari naturalistici: l’imponenza della cascata di Gullfoss, seguita dal potente getto d’acqua di Geyser ed una passeggiata all’interno di Pingvellir, ossia nell’unico posto al mondo dove la dorsale oceanica viene alla luce, mostrando chiaramente la divisione della zolla terrestre americana da quella europea….Islanda terra fantastica! In serata arriviamo presso la capitale Reykjavik. Trascorriamo la mattinata seguente visitando la città, con il suo grazioso centro, il suo Museo e gli innumerevoli giardini. Nel pomeriggio visitiamo la Laguna Blu con la sua piscina di acqua calda termale…..ideale per l’ennesimo bagno islandese, anche se, a nostro parere, le pozze disperse in luoghi selvaggi sono state decisamente le migliori! | Ripartiamo il mattino seguendo una pista che si addentra all’interno della penisola per poi proseguire lungo la sua selvaggia costa. Guidiamo i nostri mezzi lungo la Ring Road, ossia sull’unica arteria stradale che collega tutto il perimetro islandese, disseminata da piccolissimi villaggi di pescatori e fattorie. Visitiamo la bellissima scogliera di Dyrhoaley, tira un vento incredibile e piove, le falesie con questo clima sono ancora più affascinanti! |  | Qui avvistiamo tantissime pulcinelle di mare, che si riparano sulla scogliera, sono bellissime!! Ci fermiamo nel parco naturale dello Skaftafell per una visita alla cascata di basalto colonnare di Svartifoss e per un’eccitante passeggiata sulle ultime propaggini del ghiacciaio Vatnajokull, il più grande d’Europa, ma che purtroppo si sta ritirando molto in fretta. Ma non e’ finita, perché subito dopo Skaftafell ci spetta l’ultima vera ed indimenticabile emozione che segna per sempre il cuore del viaggiatore in Islanda: la Baia di Jokulsarlon. C’è molta nebbia e ci chiediamo se fare o meno la visita alla baia, ma provvidenzialmente subito si alza un vento fortissimo che spazza via nebbia e nuvole così decidiamo di salire a bordo dei speciali mezzi anfibi che ci conducono fra enormi iceberg alla lenta deriva verso l’oceano. Una guida ci mostra un pezzo di ghiaccio vecchissimo, trasparentissimo, e ci dice che purtroppo il ghiacciaio si sta ritirando alla velocità di 100 mt. all’anno… Dopo quest’ultima fantastica esperienza, felici che il nostro mitico Pajero ci abbia scarrozzati egregiamente per le piste islandesi, ci siamo imbarcati sulla Norrona il 23 Agosto e abbiamo fatto ritorno nelle lande italiane, ahinoi poco desolate… È un viaggio che consigliamo a tutti, quello che occorre avere è spirito di adattamento e di avventura, ma è un’esperienza che resta nel cuore per tutta la vita. |
| Una piccola galleria fotografica: | | | | | | | | | | | |
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